Fosco & Mb weblog
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mercoledì, 31 gennaio 2007
[fooosco] - 31/01/2007 23:37



In realtà questa storia della mancanza di ispirazione (vedi post precedente) era una scusa banalissima per nascondervi il nostro enorme, ma che dico, *incredibile* progetto in corso d'opera! Come infatti alcuni di voi sapranno già, stiamo organizzando la Prima Esposizione Italiana di Fumettisti e Illustratori nel Mondo Virtuale di Second Life. Presto arriveranno tutte le informazioni e il titolo ufficiale, ma già siamo molto contenti degli artisti che hanno aderito sino ad ora (in ordine sparso):

Federica Del Proposto
Bombo!
Kiakkio
Nicoz
Roberto La Forgia
Bardamu
Giulia Sagramola
Armin Barducci
Hannes Pasqualini
Made.in.foodstock
Vageenadispenser
Cimba
Undiciperiodico
Gianluca Ciufoli
Ilaria Grimaldi
Alessio Nunzi
Came
Tark
Frans van der Groov
Riot Queer




Scarica il pdf dell' "Unofficial Complete Fool's Guide to Second Life" !

Ecco la prima immagine della chiesa sconsacrata che Mb sta praticamente rivoluzionando per accogliere i pannelli.  Spargete la voce, presto tutti gli aggiornamenti.
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categoria: comics, visions, arts and crafts, illustration, world weird web, world weird itself, virtual chronicles, our works

martedì, 30 gennaio 2007
[fooosco] - 30/01/2007 23:04
In tempi di stanca (di ispirazione) viene facile linkare chi continua a pensarla come te. Non l'avrei mai detto in passato, ma condivido di nuovo ciò che scrive Luca Sofri.
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categoria: itaglia e itagliani

[fooosco] - 30/01/2007 00:37
"E poi ogni cosa diventa fenomeno dilagante, per il giornalismo italiano: mai letto di un fenomeno notevole, ma limitato, o diffuso in qualche caso e in altri no".

Luca Sofri sul caso "Sesso sulla cattedra".
Finalmente qualcuno che non si indigna...
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categoria: itaglia e itagliani

lunedì, 29 gennaio 2007
[fooosco] - 29/01/2007 00:50
Cliente: The Economist,  Agency: AMV BBDO London, UK  -  [Via] :





Cliente: Wonderbra  -  [Via] :

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categoria:

domenica, 28 gennaio 2007
[fooosco] - 28/01/2007 16:20
Fra le tendenze estetiche che si sono affermate nel 2006 c'è quella che potremmo definire Wireframe-design, ovvero superfici e volumi elaborati secondo formule matematiche attraverso punti, curve, spline e maglie che rendono gli oggetti leggeri e immateriali. Per avere un'idea date un'occhiata a questa galleria flickr e a un nostro vecchio post.


Eccone alcuni, tra arte e design:




Thomas Raschke  -  Bär  [Via]







Offecct + Norway Says  -  Spline  [Via]









Animi Causa  -  Feel (Molecular element seating system)  [Via]







Studio Aisslinger per Unic Design  -  Wire island  [Via]







?  -  ?  (se lo conoscete linkatelo, per favore)  [Via]







Brody Condon  -  Need for speed  [Via]







Ehm...
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categoria: industrial design, arts and crafts

sabato, 27 gennaio 2007
[fooosco] - 27/01/2007 18:00
Quando circa venti anni fa i miei genitori tornarono a casa con questo libro (*)  sui dinosauri, non pensavo che sarebbe rimasto tra le mie letture periodiche preferite fino ad oggi. E se da piccolo mi appassionavo alle storie, (benché in epoca non sospetta, molto tempo prima della rappresentazione hollywoodiana dell'età giurassica), oggi non posso fare a meno di ammirare le splendide illustrazioni di William Stout che accompagnano, incorniciano, descrivono e arricchiscono i testi, trasponendo in un delicato limbo, tra Beardsley e Jugendstijl, disegno giapponese e fumetto americano, la lotta per la vita quotidiana di milioni di anni fa.

Segue una - difficile - selezione delle immagini (clicca per ingrandire):


     

clicca per ingrandire       
 
                 

          



: (*)

 
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categoria: arts and crafts, illustration

venerdì, 26 gennaio 2007
[fooosco] - 26/01/2007 18:27

[fooosco] - 26/01/2007 00:10

[clicca per ingrandire].
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giovedì, 25 gennaio 2007
[fooosco] - 25/01/2007 18:40
Avete mai visitato il mio account su del.icio.us? Oggi può essere l'occasione giusta visto che ho raggiunto i miei primi mille bookmarks!


Del.icio.us?
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categoria:

mercoledì, 24 gennaio 2007
[fooosco] - 24/01/2007 21:57
L'evoluzione dei riproduttori musicali, in un'animazione del Grupo Siete per la rivista argentina TdI.





Via:  A la felicidad por la electrónica.
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categoria: animations

martedì, 23 gennaio 2007
[fooosco] - 23/01/2007 18:14
Quanta pazienza e che mani da chirurgo deve avere Peter Callesen per realizzare opere del genere? Incredibili transizioni dalla bidimensionalità di un foglio di carta comune a vere e proprie sculture.











Via: the design llama.
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categoria: paperworks

lunedì, 22 gennaio 2007
[fooosco] - 22/01/2007 17:29
Ci hanno commissionato il progetto e la modellizzazione degli arredi di un club-hotel su Second life chiamato Rasta club. Oltre a ciò (di cui si sta occupando mb), c'è da realizzare t-shirt, asciugamani e il logo del tutto. Questa è una prima idea sulla quale stiamo lavorando, come la trovate? Avete suggerimenti o proposte? Ci piacerebbe sapere cosa ne pensate.


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categoria: virtual chronicles, our works

domenica, 21 gennaio 2007
pool 
[fooosco] - 21/01/2007 14:39
Roberto mi invia il comunicato stampa del nuovo free press "pool". Se siete nei pressi di Bari, il 25 gennaio alle 19 potreste partecipare alla conferenza di presentazione alla Feltrinelli Libri & Musica - Via Melo, 119 – Bari Tel. 0805207501.
Aspetto di trovarne una copia anche qui a Roma per parlarne più diffusamente, sperando che i contenuti siano interessanti almeno quanto la copertina.


poolQui, il progetto editoriale.

Qui, altre info.





























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categoria: magazines

sabato, 20 gennaio 2007
[fooosco] - 20/01/2007 18:42

venerdì, 19 gennaio 2007
[fooosco] - 19/01/2007 00:19
Enjoy work tools in the countryside!





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categoria: idrew

mercoledì, 17 gennaio 2007
[fooosco] - 17/01/2007 20:37
Se la scuola secondaria diventa un covo di fascistelli brufolosi allo stato brado, metti Mitilene al comando. Mitilene sa il fatto suo. E lo sa scrivere che neanche lo Starnone di Ex-cathedra.
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categoria: pillole

lunedì, 15 gennaio 2007
[fooosco] - 15/01/2007 21:16
Due giorni di febbre possono essere l'occasione per farsi una scorpacciata di Clowes, Gipi e quant'altro. Oppure di rischiare la vita per estrarre quel certo Linus paterno del 1972 da una colonna pericolante di libri, solo per una necessità estemporanea di rileggersi le due tavole di Winsor Mc Cay sulle fondute allucinogene.  Eccole qua, con tanto di patina giallastra sulle pagine.
A richiesta, amici fumettari, anche la restante introduzione di Oreste del Buono.


mc cay A   mc          
[clicca per ingrandire]


* update *
Come promesso, a richiesta avvenuta, ho postato le 12 pagine di introduzione di O.d.B. su Mc Cay (con alcuni splendidi disegni a pagine singole e doppie). Il file è un pdf di circa 6 mb con immagini a 150 dpi, buone anche per essere stampate. Mi dispiace solo che le prime due pagine abbiano una parte tagliata in alto (non troppo importante, comunque).
Buona lettura de "L'altro Mc Cay".
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categoria: comics

venerdì, 12 gennaio 2007
[fooosco] - 12/01/2007 21:35
Sebbene il giardino sia tradizionalmente associato ad un'epidermide di verde, piante e fiori, è lo spessore invisibile di suolo a sostenere le attività dello strato superficiale. Scopo di Soil Horizon, opera di Lateral Architecture, è di presentare tale spessore non come sostanza vitale del giardino, ma come giardino esso stesso. Le "fondazioni" del paesaggio, estratte da territori differenti del Québec sono trasportate e quindi esposte mediante contenitori piegabili.





In modo del tutto analogo alle fondazioni di un'edificio in uno scavo archeologico, gli estratti avranno il duplice scopo di veicolare informazioni naturali e divenire essi stessi opere di ready-made (land) art, mentre il contesto museale e interattivo permetterà ai visitatori di vedere, toccare e annusare parti altrimenti invisibili della natura.







Via: BLDG BLOG.
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categoria: arts and crafts, land art

[fooosco] - 12/01/2007 13:12
Per chi soffre di sensi di colpa. Qui.




Via:  Information Aesthetics
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categoria:

[fooosco] - 12/01/2007 12:42
Un video-raccolta delle mirabili animazioni di Peter Sluszka, direttore della Hornet Inc. Nel suo genere, fra i lavori migliori che abbia visto.




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categoria: animations, arts and crafts

giovedì, 11 gennaio 2007
[fooosco] - 11/01/2007 18:05
Come scrive Cory Doctorow su Boing Boing: "THIS IS HUGE!" Il client di Second Life è stato rilasciato con una licenza open source GPL, per cui chiunque sarà in grado di scaricare, compilare, modificare e utilizzare il codice sorgente del viewer del mondo virtuale secondo le specifiche di tale licenza. Ciò significa, in primo luogo, che ci si avvicina a grandi passi verso la creazione della Second Life Grid, una rete mondiale (simile all'attuale web) di Second life server interconnessi, in luogo dell'attuale piattaforma centralizzata. Più in generale, se in precedenza la libertà per i residenti di comprare terreni, produrre oggetti, costruire edifici, realizzare gadget, attribuire licenze creative commons e vendere il tutto in Second Life (cosa che già distingueva questo dagli altri mondi virtuali, in cui i residenti sono generalmente privi di diritti sulle proprie creazioni) era sostanzialmente subordinata (e minacciata) dalla gestione diretta della Linden Labs, da oggi non lo sarà più, grazie all'apertura del mercato a potenziali Second Life hosters.
Detto in parole povere, ciò trasforma i residenti in Second Life da meri clienti a veri cittadini.

Cory Doctorow su Boing Boing; Secondlifeblog.com;
Secondlife/Developers/OpensourceSecondlifeblog.it.

Precedenti articoli su Secondlife in Socks:
Don't you find real life boring?; Language Lab ; We don't play guitars.
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categoria: virtual chronicles

mercoledì, 10 gennaio 2007
[fooosco] - 10/01/2007 21:37
Tutti a scrivere cose tipo ...Normalmente non mi presto a queste cose..., oppure ...Non amo partecipare alle catene..., e poi tutti a elencare, inevitabilmente compiaciuti perché fa tanta autostima.  Ecco, diciamolo onestamente: io invece un po' ci speravo di essere sfiorato da "5 cose che non sai di me", la catena che consiste nell'elencare cinque piccole cose non note al (grande) pubblico riguardanti se stessi e di linkare altri blogger per proseguire. ;)

Dicevamo... normalmente non mi presto a queste cose, ma Pasta Mista, colei che ci ha più o meno direttamente nominato, ci sta simpatica.  Poiché questo è un blog scritto a quattro mani (o due mouse?) le cinque cose saranno distribuite così: due per me, due per mb, e una condivisa.

f: sono vegetariano al 60% perché animalista, e al 40% perché durante l'Erasmus a Madrid, tre anni fa, ho mangiato troppi kebab al pollo.

f: sono un amante segreto della Colonnina Blu de la Repubblica. Senza un carico quotidiano di Curiosità Ormai Vecchie Di Mesi, Gallerie Fotografiche Di Vip Sconosciuti e di Calendari Trash, non riuscirei a cominciare bene la giornata.

m: ora ho la febbre...

m: non ho (mai) saputo resistere a questo.

condivisa: da oggi se girate in zona Ostiense a Roma, vi potrete connettere gratuitamente al nostro wi-fi fon-spot. Grazie a Kamal e alla fonera che ci ha fatto arrivare gratis, via Matteucci è diventata un piccolo hot spot pubblico!

E ora giro la catena ai soliti noti:
santafede, pasquale & co, foodstock, cimba e flo.

Detto per inciso: poi, ci sono le altre catene: lo Zeitgeist personale, il Best of 2006, i Libri, insomma: incatenatevi pure ;)
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categoria: go public

martedì, 09 gennaio 2007
[Mb0] - 09/01/2007 19:24
All'inizio degli anni '60 Bruce Nauman si ritrova solo nel suo studio, privo dei mezzi tradizionali che gli consentano di produrre una qualche forma d'arte;  questa leggendaria condizione diviene il punto di partenza per ripensare la sua stessa figura di artista, nella consapevolezza/decisione che ogni azione egli si trovi a compiere da quel momento, sarà essa stessa arte. Il suo percorso si snoda da allora in una costante esplorazione della condizione umana ricorrendo a media disparati (video, neon, scrittura, voce, scultura ecc.) e attraversando, tra le altre, le correnti dell'arte concettuale, del minimalismo, della language e della body art.

La retrospettiva di Bruce Nauman al Madre di Napoli (Make me think me), appena conclusasi, ha permesso di vedere insieme per una volta le opere che avevamo incontrato in luoghi diversi, senza mai riuscire a ricondurle all'interno del  percorso di un artista così sfuggente.
Il grande merito di questa mostra è, appunto, quella di andare oltre la semplice raccolta di lavori e tentare di fornire allo spettatore delle chiavi di comprensione per addentrarsi in un corpus così complesso. La scelta critica seguita è quella di dividere l'esposizione in due settori che individuino due dei  filoni di ricerca di Nauman; l'inseguimento dei limiti funzionali del linguaggio e l'analisi del comportamento degli individui.



A partire dalle undici fotografie del '66-'67, in cui sono messi in mostra alcuni modi di dire trasformati in immagini, la prima sezione si snoda attraverso palindromi, variazioni di significato improvvise dovute a sostituzioni di lettere in una parola, cambiamenti graduali di registro nei video e nelle performance, esplorando quel punto in cui il linguaggio comincia a non funzionare , lavorando nel solco dell'arte concettuale e della language art pur sfuggendo alla loro programmatica freddezza. Nella seconda parte della mostra si incontrano i video/performance delle azioni ripetute ossessivamente dallo stesso artista e le istruzioni, per gli attori e per lo stesso pubblico, di esercizi fisico/mentali da compiere, spingendo i visitatori stessi a confrontarsi in prima persona con situazioni costrittive.

Ancora un'altra grande mostra al Madre, che siamo riusciti (per pochissimo) a non perderci.


Wikipedia su Bruce Nauman

 
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categoria: visions, arts and crafts

sabato, 06 gennaio 2007
[fooosco] - 06/01/2007 15:15

[Mappa del sistema della multiculturalità a Milano - clicca per aprire il pdf complessivo]


Scrivere intorno alla complessità è un compito arduo, ai limiti del paradosso, in quanto implica tentare una definizione - perimetrazione - della totalità delle cose. Ci confrontiamo con la complessità sin dalle origini della vita: sulle reti di relazioni si fondano i principi organizzativi e strutturali di ogni componente del nostro intorno, dalla biologia molecolare, all'organizzazione urbana, ai network della comunicazione; l'uomo è quotidianamente immerso in sistemi intrinsecamente complessi ma logicamente strutturati, come le reti di trasporto, e con livelli di interazione meno consci, come quelli sociali.

Sebbene siano molti gli approcci interdisciplinari tesi alla formulazione di una teoria generale della Complessità, (dalla Chaos theory, all'Edge of chaos, alla System's theory, sulle quali non intendo soffermarmi per mia evidente incompetenza), la teoria della Scale-free network, il sistema topologico più comune nei sistemi umani e naturali non è che di recentissima sistematizzazione. E' solo dal 1999, infatti, che gli scienziati hanno avuto modo di sfruttarne i principi per districare le reti di relazioni citate, mirando alla comprensione da un lato dell'uomo nella sua corporale concretezza, dall'altro delle maglie generali delle quali esso partecipa.

La visualizzazione della complessità è allora, per citare Matt Woolman (Digital Information Graphics) "non solo un sistema di concretizzazione visiva di algoritmi computazionali o di analisi statistiche", ma un vero e proprio linguaggio che mira ad una comunicazione chiara e immediata mediante colori, forme, linee, gerarchizzazione e composizione. Una mirabile raccolta di innovativi modelli e metodi di visualizzazione li troverete in Visual complexity. Altri, nell'italiano Density, in cui appare anche l'immagine di apertura.
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categoria: visions, information graphics

venerdì, 05 gennaio 2007
[fooosco] - 05/01/2007 22:36
Leonardo sulla Treccani Biografica Omofoba.
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mercoledì, 03 gennaio 2007
[fooosco] - 03/01/2007 16:07
Questo è uno gli argomenti che hanno provocato alcune fra le discussioni più accese nella mia vita. Gli spot sociali, in Italia, si risolvono spesso in ipocrite scenette di trenta secondi, generalmente incapaci di provocare, far riflettere, stimolare una reazione, dichiarare un qualsiasi messaggio. Molti di voi ricorderanno il tristemente famoso ciclo contro la guida in stato di ebbrezza: "...E adesso: cornetto e cappuccino!"  alla stregua di un tormentone comico; per non parlare dei maldestri tentativi di veicolare messaggi contro il consumo di droghe mediante personaggi fittizi che si esprimono attraverso inesistenti slang giovanili (-stici).

Se vogliamo entrare più a fondo nell'argomento, l'incompetenza dei responsabili di "Pubblicità Progresso" ha provocato in passato anche effetti controproducenti, come nel famoso "Aids, se lo conosci lo eviti", lo spot in cui la trasmissione della malattia veniva sintetizzata graficamente da una linea fosforescente intorno ai personaggi, mentre la tensione tendeva ad esasperarsi al ritmo di "Oh, Superman" di Laurie Anderson. Una linea di confine tra il malato e il sano, una barriera da non oltrepassare, un ulteriore isolamento, invocavano quelle immagini. Il malato: se lo conosci lo eviti, appunto.

Ritengo in ogni caso che i messaggi forti debbano essere espressi in modo forte. Si può discutere il "quando", il "come", il "perché", e soprattutto il "per chi", (ricordo l'effetto sui bambini che fece la campagna "Chi ti droga ti spegne", apparsa anche su Topolino, nel quale la perdita di identità umana del drogato veniva resa attraverso l'impressionante imbiancamento degli occhi). Eppure solo i filmati seguenti, le cui immagini particolarmente icastiche mi spingono a sconsigliarne la visione a chi è facilmente impressionabile, sembrano produrre gli effetti incisivi per cui vengono commissionati. Che ne pensate?


When will you stop drinking and driving?
Committente: ICBC CounterAttack.
[ATTENZIONE! IMMAGINI FORTI]


Via: Advertising/Design Goodness
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martedì, 02 gennaio 2007
[fooosco] - 02/01/2007 00:31
Auguri di un buon 2007 da noi di Socks, insieme al video promozionale per la Audi RS4, senza dubbio fra le migliori campagne pubblicitarie dell'anno appena passato. (Agenzia: DDB, Barcellona)



Via: Caimag
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categoria: arts and crafts

lunedì, 01 gennaio 2007
[fooosco] - 01/01/2007 22:13
Una (!) scarpa per moderati estremisti.




Via: Caymag.
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categoria: arts and crafts, world weird itself