sotto gli occhi:
Kai Zen - La strategia dell'ariete
nelle orecchie:
Shellac - Canada
Mp3s and videos posted on Socks weblog are for evaluation purposes-only and most of the material is already available in the web. If you are the artist or the copyright owner tell me if you want something to be removed. (Losing some free promotion...)
Tra le centinaia di feed, digg, blog, siti che visito mensilmente, mi capita di frequente di leggere articoli diversi su uno stesso argomento. La ripetizione di una notizia/argomento evidenzia il livello di interesse "sociale" suscitato dallo stesso, mentre su un piano puramente individuale agisce come un meccanismo inconscio del tutto analogo a quello della persuasione pubblicitaria. Credo che il valore e l'attenzione per le notizie in rete vada sempre più legandosi a fattori - ancora non del tutto controllabili -, quali la ripetitivà ossessiva, l'autorevolezza o il credito sociale degli autori, il passaparola, ecc..; fattori che distinguono ciò che si perderà nel nulla da ciò che conquisterà i suoi 15 minuti di gloria.
Torneremo nel tempo su questo.
Le opere di Tara Donovan mi sono passate davanti per un po' prima di attirare veramente la mia attenzione. Analogamente a quanto ho appena scritto, l'interesse per esse, benché a seguito di scorse tutt'altro che approfondite, è cresciuto nel corso del tempo, tanto da indurmi infine a scriverne qui. Donovan studia le proprietà fisiche di oggetti comuni (e prodotti in serie) come bicchieri di plastica, nastri adesivi, fili di nylon, ecc, per realizzare, mediante il loro assemblaggio, paesaggi naturali di dune, alveari o nuvole con relative valli e picchi. La gravità ha spesso la funzione di collante, mentre l'opacità e la traslucidità dei singoli oggetti assemblati conferisce alle opere una particolare qualità spaziale. Lascio a voi, nei commenti, comunicare altre impressioni.
1) Guardate questo filmato incommentabile.
2) Giocate a World Map.
3) Ritirate quello che avete pensato dopo il filmato...
(io ho ottenuto un vergognoso 55)
La fondazione Mira fornisce un aiuto canino a portatori di handicap per consentire loro maggiore autonomia e integrazione sociale. Questo è il loro efficacissimo logo.
Sedetevi, prendetevi una mezz'ora, un bicchiere d'acqua, armatevi di un buon vocabolario e cliccate qui.
Sterling nel 2004 spiegava i prossimi 50 anni.
Spimes will change everything, because everything needs to change. Things need to change quickly and radically, because the industrial system we have today cannot persist. It cannot find enough energy and raw materials. Instead of moving forward, our civilization is surrounding the oil wells with fixed bayonets and settling into a smog-shrouded Dark Age.
La traccia è ormai chiara: i "tradizionali" software stand-alone stanno lentamente ma progressivamente perdendo terreno di fronte all'avanzata di prodotti online più agili e in grado di reggere il confronto con i modelli originali. Il solletico esercitato da Writely (ops... Google docs) o Google spreadsheet, ad esempio, finirà col demolire il colosso Office, mentre per applicazioni più complesse (dtp o modellazione 3d, per quanto ci riguarda) ci vorrà ancora del tempo. All'orizzonte già spuntano programmi gestibili intuitivamente anche da utenti meno esperti.
Nel frattempo giochiamo con il Landcraft simulator dei russi Parkstudio.
L'albero di Simon Heijdens cresce fino ad otto metri, distende i rami sulle facciate e oscilla al soffiare del vento; cede foglie all'arrivo della gente, le lascia cadere e ammonticchiare, le fa scuotere se qualcuno ci passa sopra.
L'albero di Simon Heijdens è un'opera contemporanea di interaction design, espressione di una ricerca tecnologica che guarda alla "poesia" piuttosto che all'"utilità".
Now that, at least in the west, our design needs are largely met, the designer's role can become that of the humanist - or even magician. Our electronic devices can be so much more intuitive, our public spaces so much more magical. Justin McGuirk
Di ritorno da Parigi e Orléans e molte idee su cui riflettere, lavorare, da sviluppare. Visitate diverse mostre sulle quali probabilmente torneremo.
Dalla competizione con le due grandi retrospettive su Rauschenberg e Yves Klein, "Le mouvemente de l'image" non esce affatto male. Si tratta di una rilettura critica della collezione permanente del Centre Pompidou, mirante ad una ridefinizione dell'esperienza cinematografica attraverso la riorganizzazione delle opere intorno alle componenti basiche del film: svolgimento, proiezione, intreccio e montaggio.
L'offerta (più che) saziante di lavori celebri rischia di nascondere alcuni gioielli meno noti come "La Pluie" (Project pour un texte), cortometraggio realizzato da Marcel Broodthaers nel 1969. Come in una gag keatoniana (riprendo questo felice confronto dalla didascalia) l'artista tenta invano di scrivere con una penna stilografica mentre la pioggia diluisce le parole trasformandole in un disegno astratto. Nella forma di un'opera che inesorabilmente si dissolve prima che l'inchiostro abbia avuto modo di fissarsi sul foglio, il filmato dichiara il ruolo fallimentare del poeta, ma più in generale, dell'espressione individuale e della sua circolazione.
Second Life, il mondo virtuale di cui abbiamo già parlato qui e qui, include al suo interno un modellatore 3d piuttosto intuitivo che stiamo imparando ad utilizzare. I risultati, nonostante l'apparente limitatezza dell'editor, possono essere anche estremamente raffinati, come nel caso della chitarra acustica realizzata per il primo concerto di un noto musicista all'interno del metaverso, quello di Suzanne Vega del 3 agosto scorso.
Ne è passato di tempo, dal nostro ultimo disegno postato. Unbereable idea gioca evidentemente sul disagio provocato dal contrasto tra il calore di una tipica scena familiare, i toni accesi usati e il violento cambio di prospettiva indotto dalla nota scritta.
Tatiana Bazzichelli, aka T_Bazz, già nota per i suoi articoli su Neural e la cura di diverse mostre ed eventi, ha appena pubblicato Networking, la rete come arte, per i tipi di Costa & Nolan, un'analisi della genesi e dello sviluppo storico dei movimenti artistici italiani fondati su un uso creativo, consapevole e condiviso delle tecnologie informatiche, e che hanno contribuito alla formazione delle prime comunità hacker italiane a partire dagli anni '80. Il testo è accompagnato da un'introduzione di Derrick de Kerckhove e da una postfazione di Simonetta Fadda. Coerentemente con gli argomenti trattati il libro è scaricabile gratuitamente. Ne riparleremo a fine lettura.
immagine a destra (dal testo): Il metabrand Serpica Naro, anagramma di San Precario, che con un hoax mediatico a cura dei lavoratori precari di Milano ha sovvertito la Settimana della moda milanese, 2005.
Che si sa: i blog sono figliastri esigenti, da alimentare continuamente, li trascuri un po' e ti manca la voglia di ricominciare e cose e fatti da scrivere e il tempo e poi aspetti la domenica per un articolessa-fiume e la montagna partorisce invece un post-topolino tutto link; ma va bene così, alla fine.
Mentre inkiostro scrive un gran post dei suoi circa mancanza di motivazioni e ipotesi di prepensionamento dalla blogosfera, crolla un caposaldo della mia infanzia, repentino come il muro di Berlino: pare che la Nintendo abbia rubato il tema musicale di Super Mario Bros da una canzone scritta sei anni prima. Fortuna che viene prontamente in soccorso il gelido clima sovietico anni '80 di Tetris: From Russia with Love, da gustarsi a letto su un bell'Horse head pillow: d'altra parte, la vendetta va servita fredda. E quando arriva il freddo arriva l'influenza, i sintomi qui dalle parti di Socks parlano chiaro: siamo tutti irrimediabilmente affetti dalla Design Desease; i casi più lievi esprimono interesse per l'Evolution of the speechballons, ma solo i malati cronici potrebbero passare pomeriggi di puro godimento visivo tra vecchie stampe di fiere, carrozze e insetti dai tipi di Bibliodyssey. E voi, vi piacciono gli insetti?
Il giapponese Sou Fujimoto spiega la sua architettura a partire dall'idea di "artefatto naturale", una struttura progettata dall'uomo che segue regole di crescita vicine a quelle degli elementi naturali. Un esempio è una casa utopica, la N-House nella quale scompaiono il pavimento e il soffitto, mentre quelli che sono i gradini delle scale tradizionali si espandono fino a diventare gli stessi livelli dell'abitazione; piani, sedute, tavoli, pareti, allo stesso tempo, senza una gerarchia precisa, solo una crescita continua.
In una conferenza a Roma l'architetto parla della propria ricerca e produzione come se portasse avanti un lungo racconto, saltando da immagini poetiche a considerazioni sulle logiche derivate da campi differenti, dall'arte alla musica (la sua è una composizione musicale privata del pentagramma) e in cui la realtà del costruito si confonde di continuo con ricerche spaziali e compositive portate all'estremo come nella N-House.
Il discorso portato avanti da Sou Fujimoto fa pensare, tra l'altro, ad un'evoluzione contemporanea della casa tradizionale giapponese, senza oggetti, cornice neutra nella quale le stanze assumono un significato preciso solo nel momento in cui vengono "attivate" dalla presenza umana. A quest'ultima il ruolo di trasformare un ambiente per mangiare in uno per dormire o ancora per ricevere gli ospiti; nei progetti di Fujimoto (vedi anche la T House) è lo stesso concetto di stanza o di ambiente ad essere totalmente messo in discussione.
Roma, pubblicità su un tombino per una mostra di archeologia riscatta con intelligenza un titolo stra-abusato. (Domanda: qualcuno conosce l'agenzia grafica che l'ha realizzata?)
Toronto, biglietto da visita - e da allenamento - di Poul Nielsen personal trainer, 10 allungamenti per 3 volte al giorno: